Mare nostro che non sei nei cieli (preghiera laica) — Erri De Luca

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo…

Mare nostro che non sei nei cieli

Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo
sia benedetto il tuo sale
sia benedetto il tuo fondale
accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte
le loro reti tra le tue creature
che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati

Mare nostro che non sei nei cieli
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva di vendemmia,
Ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste
tu sei più giusto della terra ferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale
Fai da autunno per loro
da carezza, da abbraccio, da bacio in fronte
di padre e madre prima di partire.

{ Erri De Luca — Mare nostro che non sei nei cieli }

2 Risposte a “Mare nostro che non sei nei cieli (preghiera laica) — Erri De Luca”

  1. Piangere non basta, la tragedia è talmente viva in questa preghiera che ti resta come ferita aperta.

  2. Grazie a chi ancora sa dare spazio al senso di umanità e fratellanza che pur ci appartengono da secoli di storia sofferta sulla pelle di chi ci ha preceduto.
    Solo questi sentimenti potranno salvarci dalla crudeltà del vivere odierno che lascia spazio solo alla sete di guadagno e calpesta questi valori arrecando privazioni ai più deboli. Non merito di acclamare la grandezza di Henri de Luca di cui ho letto poco ma quel poco che mi ha fatto apprezzare ed amare la sua infinita sensibilità e delicatezza d’animo. Grazie per ciò che sai dire e vivere così profondamente amatissimo Henri!

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